Cosa cambia quando un WebP diventa un PNG
WebP è un formato flessibile: un file WebP può essere compresso con perdita, come un JPG, oppure senza perdita, come un PNG. Il PNG funziona in un solo modo ed è sempre senza perdita. Durante la conversione, Convertisio decodifica il WebP in pixel e li scrive nel PNG esattamente così come sono. In questo passaggio non viene scartato nient’altro.
Ne derivano due conseguenze da conoscere. Primo, il PNG è una copia fedele, non un miglioramento: se il WebP era stato salvato con compressione con perdita, l’eventuale sfocatura o i blocchetti già presenti vengono conservati con precisione. Secondo, il file di solito diventa più grande. Il WebP con perdita ottiene il suo peso ridotto scartando dettagli; il PNG deve descrivere ogni pixel rimasto, quindi una foto che era un WebP leggero può diventare un PNG di dimensioni molte volte superiori. Loghi, icone e screenshot con ampie zone di colore uniforme tendono a crescere molto meno.
La trasparenza è la parte facile. Entrambi i formati supportano un canale alfa completo, quindi sfondi trasparenti, ombre morbide e bordi con antialiasing restano invariati.
Perché le immagini WebP vanno convertite
Tutti i principali browser attuali mostrano il WebP, ed è per questo che oggi tanti siti lo usano. I problemi iniziano quando l’immagine esce dal browser. Se salvi un’immagine da una pagina web, spesso ottieni un file .webp, e molti programmi lo rifiutano ancora: alcune versioni meno recenti di Microsoft Office, vecchi editor di immagini, alcuni servizi di stampa, certi sistemi di gestione dei contenuti e client di posta.
Il PNG è la risposta sicura quando l’immagine deve mantenere la trasparenza o restare identica pixel per pixel:
- Presentazioni e documenti: un logo o il ritaglio di un prodotto con sfondo trasparente si adatta a qualsiasi colore di diapositiva.
- Modifiche successive: poiché il PNG è senza perdita, puoi aprirlo, modificarlo e salvarlo di nuovo quante volte vuoi, senza il graduale degrado causato dai salvataggi ripetuti con perdita.
- Moduli di caricamento e strumenti: molti portali, generatori di icone e strumenti di design accettano il PNG ma non il WebP.
- Screenshot e diagrammi: testo e linee sottili restano nitidi, senza nuovo rumore di compressione.
PNG o JPG? Scegli il formato adatto all’immagine
Il PNG non è sempre la destinazione migliore. Se il WebP è una normale fotografia senza trasparenza e ti serve solo che si apra in un posto che rifiuta il WebP, un JPG sarà di solito una frazione del peso del PNG e sembrerà identico a occhio. In quel caso usa invece il convertitore da WebP a JPG.
Se l’immagine deve tornare su un sito web, valuta di lasciarla in WebP. È già il formato più compatto per la pubblicazione sul web, e convertirla in PNG appesantisce soltanto le tue pagine.
Scegli il PNG quando vale almeno una di queste condizioni: l’immagine ha aree trasparenti, contiene testo o linee nette che devono restare pulite, oppure prevedi di modificarla ancora prima di produrre la versione finale.
WebP e PNG a confronto
| Caratteristica | WebP | PNG |
|---|---|---|
| Compressione | Con o senza perdita | Solo senza perdita |
| Trasparenza | Sì, canale alfa completo | Sì, canale alfa completo |
| Animazione | Sì (WebP animato) | Solo con la variante APNG |
| Dimensione tipica del file | Piccola | Maggiore, soprattutto per le foto |
| Si apre nei software meno recenti | Non sempre | Quasi ovunque |
| Più adatto a | Pubblicare immagini sul web | Modifica, grafiche trasparenti, screenshot |
In breve, il WebP è pensato per la distribuzione, mentre il PNG è pensato per i lavori in corso e per la compatibilità.
Consigli per convertire WebP in PNG
- WebP animato: qui l’output PNG è un’immagine statica. Viene convertito solo il primo fotogramma di un WebP animato e il convertitore ti avvisa quando succede.
- Grafiche troppo grandi: se un PNG risulterebbe più grande del necessario, usa Impostazioni → Dimensioni per adattarlo a una larghezza o altezza massima. Le proporzioni vengono sempre mantenute e in questa modalità le immagini non vengono mai ingrandite.
- Metadati: le informazioni EXIF, come modello della fotocamera, posizione GPS e date, non vengono copiate nel PNG. È utile per la privacy, ma significa anche che i campi di copyright o didascalia vanno persi.
- Colore: l’output è in sRGB. Le immagini preparate per schermi a gamma estesa, come Display P3, possono apparire leggermente meno sature.
- File con estensione sbagliata: il convertitore legge il contenuto reale di ogni file, non solo il nome, quindi un "WebP" che in realtà è un JPEG viene riconosciuto e convertito correttamente.
- iPhone e iPad: Safari limita le dimensioni del canvas a circa 16,7 megapixel, quindi su questi dispositivi le immagini più grandi vengono ridimensionate automaticamente e ricevi un avviso quando succede.